mercoledì 30 aprile 2014

Bella recensione dal sito 'Gli amanti dei libri' su 'Ti ricordi la Casa Rossa?'


“Quanti luoghi comuni sulla memoria. Ad esempio, che il ricordo corrisponda alla somma algebrica di evento + tempo trascorso. Invece funziona in modo più strano di così”.
La lettera di un figlio alla madre malata di Alzheimer è lettera di memoria. Per aiutare a ricordare chi non riesce a parlare. Per aiutare a riconoscere. Per tentare di non perdere.
Giulio Scarpati, nel suo Ti ricordi la Casa Rossa? parla alla madre ammalata e rappresenta la sua memoria, quello che pian piano, nella mente colpita dalla malattia, svanisce. Come se quella lettera fosse un modo per riportare le cose al loro posto. Un dialogo, appunto, tra un figlio e la madre. Tra un figlio che rammenta i viaggi da Roma a Licosa, dove è la Casa Rossa delle vacanze, in provincia di Salerno, meta che è origine della madre, meta che è arrivo di periodi di spensieratezza. Un dialogo che narra per non far perdere una memoria ormai inesorabilmente colpita dalla malattia.
“Non c’è futuro, e senza futuro il presente è solo il passato. Per questo sono qui accanto ma non mi vedi. O mi vedi e non mi riconosci. Mi fissi e mi attraversi con lo sguardo. Vedi altri, di altri tempi. […] Sei nel nostro spazio ma sospesa in un tempo tutto tuo”.
Ricordi tra sofferenza e voglia di amare, tra dolore e amore. Luoghi, ma anche fatti. Percorsi di un figlio che diventa attore, di un rapporto tra madre e figli, di amicizie e amori che crescono. Non è una biografia, eppure in certi tratti la ripercorre. Ma quando anche le assomiglia, si trasforma in momento da narrare per aiutare a ricordare, per essere a sua volta memoria per chi questa memoria la sta perdendo.
Ci sono gli spazi dell’infanzia e dell’adolescenza, ci sono gli impegni sociali e professionali non solo di Giulio Scarpati, ma dell’intera sua famiglia, ci sono figli che crescono e genitori che invecchiamo, figli che studiano, che hanno dubbi e genitori che sono lì.
Ma sono momenti di ricordi di fatti passati che si intermezzano quasi senza soluzione di continuità con le domande personali, con il chiedersi quando e dove la malattia e il dolore possano avere avuto inizio (“Mamma, com’è iniziato questo calvario? Non lo so. È difficile anche capire quando. A un certo punto sei diventata molto aggressiva, senza motivo. Pensavamo: “Sarà l’età”. Quando una persona iperattiva perde colpi diventa irascibile. Ti arrabbiavi perché “il computer non funzionava più”. Invece funzionava eccome. Eri tu che non riuscivi più a usarlo”).
Una storia personale, fatta di momenti e di luoghi familiari. Ma una storia che diventa universale quando ripercorre i passaggi che ogni famiglia si trova a vivere quando si trova ad affrontare una situazione di un proprio caro colpito dal morbo di Alzheimer. Storia propria che diventa condivisione nella sofferenza propria, ma anche di chi dalla malattia è colpito, dal suo rifiuto ad accettare quello che sta succedendo, quando all’inizio, ancora lucido, capisce che sta succedendo.
C’è tanto Giulio Scarpati qui dentro. Ma c’è tanta mamma Flavia, ci sono le sue passioni, insegnante d’inglese che sogna l’ecologia e a cui interessano “la chimica, la geografia, la storia”, che “a fianco di Renato Nicolini”costruì “il sistema bibliotecario di Roma”. E che a un certo punto si scontra con quel tracollo prima fisico, poi della mente. “È strano – si legge alle pagine 114 e 115 di questo profondo e toccante libro – quello che succede con l’Alzheimer. È crudele. Non sai più fare le cose ma mantieni viva la sensazione di doverle fare. Eri sempre impegnata a scrivere i tuoi libri e, quando hai perso la capacità di formulare lunghe frasi, ti è rimasta comunque l’ansia di dover finire qualcosa. Una parte di te sapeva di aver lasciato un compito irrisolto, allora improvvisamente avevi un sussulto: <>. E io: <>. <>. È un continuo rimandare, finché non dimentichi cosa dovevi fare”.
E c’è alla fine il tentativo di trovare un senso, “afferrabile per poco e forse non abbastanza consolatorio, eppure c’è”, fatto di forza di volontà, di voglia di affrontare, combattere, che parte dalle persone, “dalla rete di relazioni forti, travolgenti, imperfette, dagli affetti che uno ha creato nel tempo. Quelli restano anche quando la memoria se ne va”.

http://www.gliamantideilibri.it/archives/41024

lunedì 28 aprile 2014

sabato 26 aprile 2014

Nuovi appuntamenti con Giulio Scarpati e la presentazione del suo libro: Arona, Bergamo, Milano

TRE  gli appuntamenti confermati per l'inizio del mese di maggio:

Sabato 3 maggio 2014 - ore 18.00, Libreria Feltrinelli Point Corso della Repubblica 106 Arona (Novara)
Giulio Scarpati presenta al pubblico "Ti ricordi la Casa Rossa? Lettera a mia madre".
org. Libreria La Feltrinelli Point  , L'evento lo trovate anche nella relativa pagina Facebook della libreria a QUESTO LINK : https://www.facebook.com/events/747485375283227/




















DOMENICA 4 MAGGIO , ORE 16,00 nell'ambito della 55° Fiera dei Librai, Giulio Scarpati sarà a Bergamo, Via Sentierone
QUI il link della Fiera https://www.facebook.com/pages/FIERA-DEI-LIBRAI/201554746550737







LUNEDI 5 MAGGIO, Presentazione del libro alla libreria Mondadori a Milano, p.zza Duomo ore 18,30.
Relatrice Maria Volpe, giornalista del 'Corriere della Sera'.

































QUI I RIFERIMENTI IN FACEBOOK  https://www.facebook.com/events/666609050071503/

Sito Mondadori -  http://inlibreria.inmondadori.it/2014/04/23/giulio-scarpati-presenta-il-libro-ti-ricordi-la-casa-rossa/



giovedì 24 aprile 2014

Il libro di Giulio Scarpati : articoli e recensioni

Una lunga lettera che probabilmente, anzi, quasi sicuramente, non troverà risposta, ma anche la ricerca di una strada per combattere una malattia, l'Alzheimer, che non dà via di scampo, tanto ai malati, quanto ai familiari. E' questa l'impressione che si ha leggendo "Ti ricordi la casa rossa" del poliedrico Giulio Scarpati.....

Così inizia l'articolo  del sito Tuscimedia.com  che fa un esame attento del libro. QUI  si può leggere interamente

http://www.tusciamedia.com/costa/463-cinema-e-tv/3732-giulio-scarpati-racconta-alla-madre-qla-casa-rossaq.html


Da "Il Messaggero" ed. Nazionale del 23 aprile 2014.

domenica 20 aprile 2014

Giulio Scarpati, oggi, 20 aprile a l'Arena, Rai Uno

Ricordiamo che oggi pomeriggio all'interno de L'Arena di Massimo Giletti su Rai1 andrà in onda un'intervista a Giulio Scarpati.


Il contenitore, in onda ogni domenica a partire dalle 14, si allunga fino alle 16.30 e punta i riflettori sui grandi temi dell'attualità con testimonianze, contributi filmati e interventi di esperti e ospiti in studio- E a vent'nni dalla prima conduzione torna Mara Venier alla guida del pomeriggio domenicale 38° edizione di Domenica In. Puoi seguire Domenica In e L'Arena in diretta tv Streaming su Rai Tv e rivedere le puntate su Video Rai


Il Blog augura BUONA PASQUA 2014!






venerdì 18 aprile 2014

Il libro di Giulio Scarpati e le belle reazioni dei lettori...

 Giulio Scarpati ha presentato, recentemente, a Pistoia, il suo libro "Ti ricordi la casa rossa?", dedicato alla madre, Flavia, malata, da alcuni anni, di Alzheimer. In mezzo al pubblico c'era Antonella Cantini, una gentile signora pistoiese che ha fatto tesoro della testimonianza dello scrittore e che, dopo quell'incontro, ha deciso di scrivere al sindaco di Pistoia, al presidente della Società della salute e al direttore generale dell'azienda sanitaria. Li ringrazia per un'esperienza di buona sanità che lei, figlia di una malata di Alzheimer, sta vivendo.

Si tratta del Caffè Alzheimer, un pomeriggio di incontri fra persone malate, operatori e familiari che si tiene, da qualche anno, ogni lunedì, nella Fabbrica delle emozioni, in via Antonelli, alle porte di Pistoia. Nella lettera di Antonella, è sua madre che parla. Sono tutte le parole che la malattia le impedisce di ricordare, di pronunciare, tutti quei pensieri che non le è più possibile infilare uno dietro l'altro ma che, probabilmente, sono lì, nel suo cuore.
 "Nella libreria - scrive Antonella - c'erano tante persone, il clima era sereno, le parole dolci, i toni pacati, e quando, alla fine, ci siamo avvicinate per salutare Scarpati, la mia mamma, guardandolo dritto negli occhi con un sorriso luminoso gli ha detto: “avrei tante cose da dirti” ma la malattia non le ha permesso di tradurre in parole le emozioni che percepiva, i sentimenti che provava, le idee che aveva in testa.
 "Lei - prosegue Antonella -,  ora vive serena, rispondendo essenzialmente al contesto momentaneo, le sue capacità si sono limitate, ma è ancora sufficientemente presente. Per cui, cercando di farmi interprete di quei suoi stati d’animo, emozioni e sentimenti provo a esprimerli come se fosse lei a parlare.". Ecco quindi il testo.
 "Giulio, ti rubo un minuto e ti racconto le mie nuove esperienze qui, nella mia città di Pistoia, visto che hai parlato della tua mamma, della sua malattia e di una tua idea per gli anziani di Roma. Da un anno circa, ogni lunedì, frequento il “Caffé Alzheimer ”, o meglio tra noi diciamo: “oggi si va alla festa, a cantare e a fare merenda”. Non vado da sola, ma con mia figlia e con la cara, bella e giovane signora che abita con me, la mia dama di compagnia.
 Lì con …. (non ricordo!) e con volontari affettuosi e premurosi giochiamo, facciamo le attività che propongono e che riusciamo a fare, in una sala accogliente e colorata, proprio adatta per il divertimento. La sala accanto è dedicata alla musica e con…. (questi nomi!) a turno cantiamo, creiamo melodie, suoniamo le percussioni e tanti di noi si scoprono… canterini. Mentre io mi diverto mia figlia e i parenti delle mie amiche e amici di gioco si riuniscono in un’altra stanza, con loro la saggia infermiera di geriatria, la dolce rappresentante delle politiche sociali del comune, talvolta un medico, uno psicologo, un avvocato, la referente dell’Aima.
 Loro parlano tanto, organizzano le nostre attività, raccontano le proprie esperienze, si consigliano per risolvere tutti i problemi. Talvolta piangono, talvolta ridono, poi si abbracciano, si tirano su di morale, ascoltano e condividono la vita di ciascuno, anche quella dei parenti dei compagni che non ci sono più. Persone che non hanno più da convivere con l’Alzheimer ma che comunque continuano a frequentare il “Caffé”, prima per superare il dolore poi, spesso, come volontari.
 Alla fine tutti si sentono sollevati, non si sentono soli e sempre più prendono campo una profonda solidarietà e una sincera amicizia. A conclusione della serata ci riuniamo tutti per cantare insieme le ultime canzoni e per gustare torte, pasticcini, tè e caffé, ma soprattutto per noi anziani arrivano più abbracci e più sorrisi. E questa è una gran bella cosa. Un’altra cosa ti voglio dire: periodicamente ci portano anche al museo, ma non uno qualsiasi, andiamo a Palazzo Strozzi a Firenze a vedere le mostre di arte, nell’ambito del progetto “A più voci”.
 Ci sediamo tutti davanti a un’opera famosa esprimiamo le sensazioni che proviamo, tutti quanti, giovani e anziani, con le parole che vengono, poche o tante, tutte quelle che spesso restano nascoste. Gli organizzatori raccolgono le nostre impressioni, poi insieme inventiamo un racconto prendendo spunto dall’opera che stiamo osservando. L’ultimo giorno invece restiamo nel laboratorio e creiamo, realizziamo con le mani e tanta fantasia la nostra opera d’arte. E’ proprio una gran bella esperienza coinvolgente e non convenzionale che avvicina a noi i nostri cari, che stimola la nostra percezione, i nostri sensi e quando poi, a distanza di qualche mese, ci propongono di tornare al museo ce lo ricordiamo!".
 "Ecco - riprende e conclude la signora Antonella Cantini -, questo è quello che voglio dire a tutti, perché l’attività svolta dal Caffè è quel dolce cucchiaino di zucchero che aggiungiamo ad un sempre più amaro caffé chiamato Alzheimer".
lucia agati
 FONTE : 'LA NAZIONE ' di Pistoia, 12 aprile 2014

Dalla rivista "L'8 x gli altri", un articolo dedicato al libro di Giulio Scarpati

Dalla rivista "L'8 x gli altri" - Magazine Multimediale avventista di impegno sociale, n. 8 aprile 2014, un articolo sul libro 'Ti ricordi la Casa Rossa?' scritto da Giulio Scarpati



Video intervista da LA STAMPA a Giulio Scarpati

Giulio Scarpati racconta “Ti ricordi la Casa Rossa?” (Mondadori), dedicato a sua madre malata di Alzheimer. Un viaggio nella memoria della sua famiglia. Intervista di Elena Masuelli

giovedì 17 aprile 2014

domenica 13 aprile 2014

Videomessaggio di saluto e ringraziamento di Giulio Scarpati e Claudio Casadio in occasione dell'ultima replica di Oscura Immensità.

sabato 12 aprile 2014

Incontro a Modena con Giulio Scarpati e il suo libro "Ti ricordi la casa rossa?"



MERCOLEDI 16 APRILE,  Ore 21.00  ,  INCONTRO CON L'AUTORE  GIULIO SCARPATI 



  che presenterà il suo libro "Ti ricordi la casa rossa?" presso il Forum Guido Monzani , Via Aristotele, 33  41126 Modena --Tel. (0039) 059 2021093---Fax (0039) 059 2021094


Mentre una madre perde inesorabilmente la memoria, il figlio non fa che ricordare, anzi impara a ricordare. Il racconto della Casa Rossa è questo emozionante e poetico viaggio inversamente proporzionale, perché ora il tempo non fa più da fissativo ma da solvente: il dissolversi delle memorie della madre è il set dei ricordi del figlio. Nell’itinerario percorso in direzioni contrarie c’è la ricerca di un appuntamento, la rinnovata speranza di incontrarsi in qualche fortunato luogo dell’anima. Come la Casa Rossa, nel Cilento, dove si trovano le radici e le memorie, assieme autentiche e mitiche, di una famiglia. Risalendo di ricordo in ricordo, Giulio Scarpati “riracconta” alla madre, affetta dal morbo di Alzheimer, la storia della sua famiglia: ripercorre tutte le tappe del consueto viaggio a Licosa, per anni loro meta estiva e luogo a lei particolarmente caro, fa il ritratto nitido della persona vitale che era prima di ammalarsi, percorre ogni possibile strada per farla reagire e restituirle i ricordi delle cose, dei nomi, di una vita intera.

l'incontro è ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

qui   il link del Forum   http://www.forumguidomonzani.it/scheda.php?ida=164&idarg=2

venerdì 11 aprile 2014

Intervista esclusiva con Giulio Scarpati da 'Il Popolo Veneto'

UNA BELLA INTERVISTA CHE POSTO INTEGRALMENTE  tratta da 'Il Popolo Veneto'

Com’è nata l’idea di scrivere il libro “Ti ricordi la Casa Rossa? Lettera a mia madre”?

“Erano dieci anni che Mondadori mi chiedeva di scrivere un libro, ma non ho mai avuto niente da dire. In questo caso invece ho pensato di raccontare la malattia di mia mamma e così ho iniziato a scrivere, con momenti di crisi, di insicurezza, perché non avevo mai sperimentato una cosa così difficile, poi sono arrivato faticosamente in porto. Sono stato contento perché sono partito con l’obiettivo di far ricordare a mia madre e alla fine ho ricordato io. Ho dato a me stesso gli strumenti per ricordarmi tutti i momenti belli, le cose accadute durante la mia infanzia e l’adolescenza con mia madre e quindi ho restituito anche la memoria di quello che lei è stata per me, per la mia famiglia. Sono ricordi legati alla nostra famiglia, intrecciati tra mia madre, mio padre, mio fratello, mia sorella, coinvolgono tutti, partendo da questo posto, la Casa Rossa, che per mamma era fondamentale perché ci andava in vacanza mio nonno, che era uno svizzero-napoletano. Nel 1960 i miei genitori hanno comprato la Casa Rossa, e da lì è iniziata la nostra avventura a Licosa. Era un luogo mitico, molto primitivo, di grande libertà. Questo è stato l’approccio, partendo da un luogo che per lei era molto caro e significativo, e lo era anche per noi, perché siamo cresciuti lì per 4 mesi l’anno”.

Ricostruire la vita di sua madre attraverso questo libro è quindi una forma di compensazione per farle rivivere i ricordi ma al tempo stesso per ricordare anche Lei quello che ha vissuto…

“Alla fine è stato così, perché ripensandoci ho dovuto ritornare su tante situazioni del passato, anche sugli scontri con mia madre, è stato un modo per fare una sorta di bilancio personale, di questa vita con mia mamma, di questo rapporto con la famiglia. Mi è servito per superare il dolore, per farlo diventare un’occasione per mettere in gioco non solo certi ricordi ma anche certi valori, che uno magari dimentica… Preso dalla frenesia delle cose, non ti accorgi del patrimonio famigliare che costituisce il cemento di una famiglia, dei sentimenti, delle situazioni… Ho lavorato su questo. Adesso vivo la malattia di mia madre con meno ansie e meno angoscia di quando ho iniziato a scrivere, è stato anche un modo per trovare una maniera diversa di comunicare con lei, non sul piano logico delle parole, ma su quello emotivo. Alla fine ho imparato tante cose”.

Infatti lei diceva che se prima comunicava con sua madre con le parole, adesso attraverso la sua espressività riesce comunque a capirla, ha questo nuovo modo di comunicare…

“Sì, ti sposti dal piano logico al piano dell’emozione, cerchi di capire dall’espressione, dagli sbuffi, da un sopracciglio quello che sta vivendo. Anche perché è difficile stare dentro a una mente che vaga su tempi diversi, nel passato, nel presente. Spesso le persone affette da Alzheimer sono dentro una fantasia tutta loro e diventa difficile relazionarsi su un piano logico, l’unica cosa è trovare un piano emozionale che ti permetta di stare loro vicino. Poi certe volte un gesto è molto più significativo di una chiacchiera, nel senso che un gesto fisico è quello che le persone recepiscono, anche quando si trovano in gravi situazioni di malattia”.

Qual è l’insegnamento più grande che le ha dato sua madre?

“Ha avuto una grande tenacia, perché lei era una donna super attiva. Forse il dolore di vederla in questa condizione è stato grande anche per questo motivo, perché è sempre stata una donna che faceva tremila cose e improvvisamente perdeva colpi e non riusciva più a fare tutto ciò che lei voleva. Sicuramente mia madre mi ha insegnato la tenacia, come capacità di lottare per le cose. Lei si è battuta tanto per l’ambiente, questa sua combattività è l’insegnamento più importante che mi ha dato”.

Quale messaggio vorrebbe arrivasse ai lettori e in particolare a chi ha in famiglia un parente malato di Alzheimer?

“Io volevo che questo libro non fosse soltanto dolore ma che ognuno cercasse attraverso la malattia del proprio caro, di riscoprire anche tutto quello che del passato era divertente, bello. Vedendo una persona che sta molto male ci dimentichiamo com’era prima. Mettere anche i racconti più leggeri del passato, era un modo per far riflettere, per farmi stare meglio… Pensare a mia madre prima, alle cose divertenti vissute in famiglia, piuttosto che combattere rabbiosamente contro una malattia, che al momento non ha una cura…Per cui l’unica soluzione è cercare di continuare a comunicare con la persona. Tanta gente che ha parenti malati di Alzheimer, dopo aver letto il libro mi ha detto “Mi ha tirato su”, è un po’ un paradosso per un libro con questo tema, però è così. L’idea è questa, parlando di ricordi, di passato, uno restituisce anche una personalità che al momento magari sta da un’altra parte. Spero che serva a questo, a me egoisticamente è servito. Io non riuscivo ad affrontare il tema, non riuscivo a sfiorarlo, non leggevo niente riguardo questa malattia, poi invece ti rendi conto che affrontarlo significa anche alleviare il proprio dolore”.

Cambiando argomento e parlando di teatro, lei è in scena al Teatro Stabile di Genova con lo spettacolo “Oscura immensità”, con la regia di Alessandro Gassman. Può parlarci di quest’opera, un noir che tratta temi come il dolore e il perdono…

“E’ un testo di Massimo Carlotto per la regia di Gassman, insieme a me c’è Claudio Casadio. La storia è ispirata a un fatto di cronaca, praticamente 15 anni prima mi hanno ucciso la moglie e il figlio di 8 anni, in una rapina fatta da due rapinatori, uno è stato arrestato e condannato all’ergastolo, invece l’altro è riuscito a scappare. L’ergastolano si scopre malato di tumore e chiede il mio perdono per ottenere la grazia, io a inizio spettacolo il perdono non glielo concedo. Ci alterniamo io e Casadio in questo monologare in cui ciascuno porta le proprie ragioni, il dolore per quanto mi riguarda, ma anche la rabbia nel vedere che c’è un’altra persona a piede libero, che vive tranquillamente la sua vita. Io voglio che l’altro rapinatore a tutti i costi venga preso, però ovviamente l’ergastolano non rivela il nome del suo complice latitante, per cui c’è anche una battaglia di nervi. Chi vive una situazione così dolorosa come può essere la perdita di una moglie e di un bambino di otto anni difficilmente riesce a perdonare. Raccontiamo la difficoltà del perdono, la rabbia, ci sono anche delle fantasie di me e di Claudio, che sono delle proiezioni, i nostri fantasmi se vogliamo così definirli. Siamo praticamente in due prigioni, una è quella reale dell’ergastolano e l’altra è quella che il mio personaggio Silvano Contin si è creato. Ha smesso di vivere, di fare il suo lavoro, ora fa il ciabattino in un supermercato, si è spento, è alimentato soltanto dalla rabbia. E’ un percorso molto difficile. La cosa bella è che il pubblico partecipa a questo spettacolo, interrogandosi su cosa avrebbe o non avrebbe fatto, è un teatro che stimola la partecipazione di tutti, non è un teatro passivo, coinvolge il pubblico emotivamente e lo fa riflettere. La bellezza di tutto ciò è quando il teatro riesce a funzionare come riflessione profonda,  emotiva sulle cose, non superficiale, per cui siamo molto contenti di questa partecipazione. Sono temi tipo tragedia greca, universali, per cui il pubblico si identifica con la storia che stiamo raccontando e viene coinvolto dalle vicende umane e dalle contraddizioni di questi due personaggi”.

Recentemente l’abbiamo vista nella fiction “Fuoriclasse 2” nei panni del preside pazzo Gianrico D’Astolfo, un ruolo diverso rispetto a quelli da lei interpretati finora…

“E’ un ruolo divertente, l’ho scelto proprio perché era una cosa diversa, per un attore è fondamentale cambiare, trovare altri stimoli. Questo preside, che è simpatico e un po’ pazzoide all’inizio, poi si capisce essere pazzo davvero, senza mezze misure, mi piace perché non ha la capacità di adattarsi, si è creato un mondo tutto suo. Sul set di “Fuoriclasse” c’era un clima molto bello, con la Littizzetto e con gli altri bravi attori, un clima divertente, che ha favorito queste invenzioni creative sul personaggio. Poi il regista Riccardo Donna lo conoscevo, è uno che lavora molto bene sulla tranquillità, per cui ognuno fa il proprio ruolo senza stress e il modo in cui si lavora ne garantisce anche la qualità”.

C’è un personaggio che non ha mai fatto e che le piacerebbe interpretare?

“Ce ne sono veramente tanti. Il mondo è pieno di cose stravaganti, di personaggi particolari che uno vorrebbe fare. Però un personaggio come quello che interpreto a teatro mi piacerebbe portarlo al cinema, o in televisione, anche se forse sarebbe un po’ forte per la tv, almeno per la nostra. Mi piacerebbe raccontare una persona apparentemente normale, che in seguito ad un dolore, scatena degli istinti bestiali e si trasforma un po’ in Mister Hyde”.   

In quali progetti la vedremo prossimamente?

“Per ora sono a teatro, tra pochi giorni finiamo la tournèe, poi tornerò nella mia scuola che si chiama “Percorsi d’attore”, aprile e maggio saranno i mesi clou…Questo lavoro con i ragazzi mi appassiona molto. Sto leggendo altri testi teatrali. Da quando ho conosciuto il preside D’Astolfo mi piace confrontarmi con personaggi diversi, per cui vorrei che i progetti avessero originalità. Poi purtroppo il nostro cinema ha anche un po’ di problemi, al di là delle commedie, i film che non sono di cassetta fanno un po’ più fatica a trovare finanziamenti. Sono progetti interessanti ma complicati, difficili da far partire. Mi tolgo però anche qualche sfizio, nel fare cose un po’ diverse”.

Lei è un grande tifoso della Roma. Pensa che possa lottare fino alla fine con la Juve per lo scudetto?

“E’ come Davide e Golia, la Juve è Golia, noi siamo Davide, c’è sempre la speranza che la Roma, allenata benissimo da Garcia, riesca nell’impresa. E’ molto difficile perché 8 punti da recuperare a 6 gare dal termine del campionato sono troppi. Però già mi sembra importante essere riusciti ad arrivare a questi risultati. Garcia è veramente un mago della psicologia, della motivazione, è molto bravo, ha costruito una squadra anche divertente. Lo spettacolo, per chi va a vedere la Roma, è in parte garantito, gioca un buon calcio, ha una mentalità più europea per quanto riguarda il gioco. Vediamo se si riesce a vincere la corazzata Juve, speriamo in qualche “aiuto” delle altre squadre”.   


mercoledì 9 aprile 2014

Oggi incontro con gli attori di 'Oscura immensità' a Genova





Un appuntamento genovese in occasione dell'ultima tappa di "Oscura immensità" al Teatro della Corte: mercoledì 9 aprile (ore 17,30) alla Corte, per il ciclo I pensieri delle parole, avrà luogo un incontro su giustizia, vendetta, perdono e pena con Gulio Scarpati e Claudio Casadio protagonisti di “Oscura immensità”. Interviene Don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera”. Modera l’incontro Giancarlo Giojelli, caporedattore Rai della Liguria. L’ingresso è libero.

Per Oscura immensità – in scena alla Corte da martedì 8 a domenica 13 aprile 2014 - sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.

Info:  010/5342300  www.teatrostabilegenova.it  info@teatrostabilegenova.it  www.genovateatro.it

orari: feriali ore 20,30 - domenica ore 16 – lunedì riposo

prezzi: 25,00 euro (1° settore), 17,00 euro (2° settore)

Potrebbe interessarti: http://www.genovatoday.it/eventi/teatro/oscura-immensita-corte-scarpati.html
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Giulio Scarpati a Radio Deejay con 'La Bomba'

Giulio Scarpati "chiacchiera" con Luciana Littizzetto alla trasmissione "La Bomba" di Radio DeeJay del 5 aprile 2014 in occasione della presentazione del suo libro "Ti ricordi la casa rossa ? - Lettera a mia madre" al Circolo dei lettori di Torino.

sabato 5 aprile 2014

Appuntamenti con il libro di Giulio Scarpati "Ti ricordi la Casa Rossa?"

RICORDIAMO intanto   che Giulio Scarpati presenterà il suo libro presso il "Circolo dei lettori" IL 5 APRILE ALLE ORE 18,00 
( Via Po, Torino telefono 011 432 6827 E-mail info@circololettori.it
Sito Web http://www.circololettori.it/

Parteciperà Luciana Littizzetto






Anticipazione:  Giulio sarà  a ' la Feltrinelli Genova'- via Ceccardi 16r  16121 - Martedì  8  aprile alle 18.00

QUI l'evento in una pagina Facebook della libreria https://www.facebook.com/events/229783910562104/?source=3&source_newsfeed_story_type=regular



venerdì 4 aprile 2014

“Doppia vita tra teatro e tv” L’intervista a Giulio Scarpati da 'La Stampa'


Giulio Scarpati, a Torino per il Teatro Stabile fino a domenica 6 aprile, racconta il suo spettacolo “Oscura immensità”, con la regia di Alessandro Gassmann.
L’occasione per parlare del suo rapporto con il palco e la tv, della sua “doppia” personalità, e del suo libro “Ti ricordi la casa rossa” (Mondadori), dedicato a sua madre.
Intervista di Elena Masuelli

martedì 1 aprile 2014

Intense settimane romane per Giulio Scarpati : incontri, teatro, presentazione libro

Per due settimane abbiamo visto Giulio impegnato su più 'fronti'.
Cerchiamo di inserire alcuni degli eventi più significativi.

Alessandro Gassmann presenta al Teatro Eliseo i suoi attori di 0scura immensità




27 MARZO- GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO presso il Senato
























Video completo della Giornata Mondiale del Teatro tenutasi al Senato giovedì 27 marzo, durante la quale Giulio Scarpati legge un documento inedito del 1945 di Paolo Grassi proveniente dall'Archivio del Piccolo Teatro di Milano.
http://webtv.senato.it/4194?video_evento=795

Testo dell'intervento di Scarpati



































E POI...LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO 'TI RICORDI LA CASA ROSSA?' ALLA FELTRINELLI DI ROMA, VENERDI SCORSO
 (foto con copyright di Rosanna Lorenzini)











































INTERVISTA AL TG1 DEL 31 MARZO   (CLICCA SULLA FOTO PER  L'INTERVISTA-VIDEO)