domenica 15 luglio 2018

Memorie di Adriano. Scarpati legge Yourcenar giovedì 19 luglio-Castel Sant'Angelo -Roma


Memorie di Adriano. Scarpati legge Yourcenar  giovedì 19 luglio dalle ore 21:00 alle ore 23:00
Castel Sant'Angelo -Roma 
Organizzato da ArtCity

Cortile delle Fucilazioni
Giulio Scarpati voce recitante
Luisa Prayer pianoforte
Federico Piccotti violino

Castel Sant’Angelo torna alle sue origini di mausoleo imperiale. L’attore Giulio Scarpati dà voce all’Imperatore Adriano, che ne volle la costruzione in vista della propria sepoltura. Liberamente tratto dalle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, il concerto/racconto ne riprende la scansione in sei capitoli. Il testo, costruito in forma di lettera al giovane Marc’Aurelio, si intreccia al repertorio francese novecentesco per pianoforte, non solo omaggio all’Autrice, ma anche spazio sonoro ideale per i tratti di malinconico ripiegamento che il ripercorrere a ritroso gli eventi e l’appressarsi della morte conferiscono a tratti alla prosa, marcatamente introspettiva.

Si alternano aneddoti di viaggi e di battaglia a riflessioni politiche, filosofiche ed estetiche, ma soprattutto emerge la lucida e implacabile ricerca di una propria intima verità, illuminata dai brevi cammei tratti dai biografi dell’imperatore della romanità classica.

➡️ORARI
L'evento inizia alle ore 21.00
Nei giorni della rassegna Castel Sant'Angelo è aperto dalle 8.30 alle 23.30,.

La biglietteria chiude mezz'ora prima.

➡️BIGLIETTI
Gli eventi sono accessibili con il biglietto unico per un ingresso a
Palazzo Venezia e uno a Castel Sant’Angelo.

• intero € 15,00
• ridotto € 7,50

➡️INFO E PRENOTAZIONI
seredarte@gmail.com
+39 06 32810410
(dal lunedì al venerdì ore 9 - 18 e il sabato ore 9 - 13)

La prenotazione è prevista per un numero limitato di posti, garantiti solo entro 30 minuti prima dell’orario d’inizio dello spettacolo.

'Misantropo' con Giulio Scarpati in cartellone a Monza

Dall'edizione  del 13 Luglio de 'Il Giorno' - Monza-Brianza, l'annuncio della Conferenza stampa e del cartellone 2019
'MISANTROPO' sarà al Teatro Manzoni Monza dal 28 al 31 Marzo 2019


Momenti e scatti dalla Rassegna Letteraria Positano Mare, Sole e Cultura con Giulio Scarpati e Nora Venturini



sabato 23 giugno 2018

Altro appuntamento con Giulio Scarpati, a Roma, il 19 Luglio ad 'ArtCity 2018'

Prendono il via Sere D’Arte e In Musica, due cicli di concerti nell’ambito di ArtCity 2018, la programmazione del Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, che da giugno a settembre offre ai cittadini della regione e ai tanti turisti in visita nel nostro Paese oltre 150 iniziative, fra arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo e che nel 2017 ha registrato complessivamente quasi 600.000 presenze.
Entrambe le rassegne sono curate da Cristina Farnetti.

Questo è l'articolo dal "Corriere della sera" edizione di Roma di oggi 23 giugno per l'evento del 19 luglio a Roma cui sarà presente Giulio Scarpati

Tratto dal programma del sito https://www.art-city.it/
























19 LUGLIO  ore 21:00
Memorie di Adriano. Scarpati legge Yourcenar
Castel Sant'Angelo, Sere d'arte

Castel Sant’Angelo torna alle sue origini di mausoleo imperiale. L’attore Giulio Scarpati dà voce all’Imperatore Adriano, che ne volle la costruzione in vista della propria sepoltura. Liberamente tratto dalle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, il concerto/racconto ne riprende la scansione in sei capitoli. Il testo, costruito in forma di lettera al giovane Marc’Aurelio, si intreccia al repertorio francese novecentesco per pianoforte, non solo omaggio all’Autrice, ma anche spazio sonoro ideale per i tratti di malinconico ripiegamento che il ripercorrere a ritroso gli eventi e l’appressarsi della morte conferiscono a tratti alla prosa, marcatamente introspettiva.

venerdì 22 giugno 2018

Giulio Scarpati il 5 Luglio prossimo, presente alla' Rassegna Letteraria Positano Mare, Sole e Cultura'


Ospite e lettore del libro di Nora Venturini 'Lupo Mangia Cane', Giulio Scarpati a Positano.
Qui il post dalla Pagina del Blog in Facebook




 ARTICOLO  DA 'IL MATTINO 'edizione di Salerno del 19 giugno

giovedì 14 giugno 2018

Giulio Scarpati il 2 e 3 Marzo 2019 ad Avellino con ' MISANTROPO'

Si è tenuta oggi la conferenza stampa per l'attesa Stagione teatrale che segna anche la riapertura del TEATRO CARLO GESUALDO di Avellino


Qui un video che Giulio Scarpati ha inviato al Teatro, anticipando il suo arrivo il 2 e 3  Marzo 2019 ad Avellino, appunto, con 'IL MISANTROPO'

sabato 9 giugno 2018

In arrivo la nuova stagione teatrale. Giulio Scarpati sarà il ' Misantropo'

IL TEATRO AMBRA JOVINELLI di Roma ha già in cartellone il nuovo spettacolo teatrale che vedrà Giulio in tournée per varie piazze .
Stagione: 2018/2019  DAL 13 MARZO AL 24 MARZO 2019



































Compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo diretta da Roberto Andò presenta
Giulio Scarpati e Valeria Solarino in

MISANTROPO
Presentato da Compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo diretta da Roberto Andò
Con Giulio Scarpati e Valeria Solarino
Di Molière
Traduzione di Cesare Garboli
Regia Nora Venturini

“Il Misantropo è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora riuscito.”

Le parole con cui Louis Jouvet riassumeva il capolavoro di Molière, quando le ho lette per la prima volta, mi hanno fatto sorridere, interpretandole come una battuta ironica del grande uomo di teatro. In realtà colgono un elemento niente affatto riduttivo e spesso trascurato o messo in ombra a favore del tema politico dell’uomo onesto e sincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società. L’aspetto privato, in questo capolavoro che si muove sempre in equilibrio tra commedia e tragedia, è altrettanto importante dal punto di vista teatrale, di quello sociale, perché ne evidenzia il fattore umano, e dalla corte del re Sole lo porta dritto a noi. Nella sua urgenza di parlare con Célimène, che gli sfugge e evita il confronto, nel suo bisogno di chiarirsi, di fare piazza pulita di ogni ambiguità, Alceste è un personaggio estremamente moderno. È un uomo che in modo vagamente masochista si ostina ad amare la donna sbagliata, quella che è il suo opposto in tutto, nello stile di vita, nella visione etica, nel senso dell’amicizia e dei rapporti sociali. E lo stesso vale per Celimene nei confronti di Alceste, quando dichiara di preferirlo agli altri pretendenti. È proprio la loro differenza la molla che li spinge uno verso l’altra: signora dei salotti lei, mondanamente attorniata dalla sua corte, intellettuale duro e puro lui, rigido negli scontri filosofici con l’amico Filinte, così assoluto da apparire eroico, e nello stesso tempo ridicolo.

Attorno a loro, a raccontarci il mondo che Alceste detesta e Celimene padroneggia, un carosello di prototipi umani, parodie attualissime dei vizi e dei difetti dell’alta società.

Allora se Alceste è “nostro contemporaneo” nella sua indignazione impotente e donchisciottesca contro la falsità e la corruzione, sono “nostri contemporanei”, tragici e comici insieme, anche Alceste e Celimene come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono ma si amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano ma si desiderano. Sono un uomo e una donna di oggi, con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere alle richieste dell’altro, non disposti a rinunciare alle proprie scelte di vita, in perenne conflitto tra loro. Nei loro difetti possiamo a turno ritrovarci e riconoscerci; e ne ridiamo, guardandoci allo specchio. Due protagonisti di una commedia amara in cui non è previsto l’happy end.

Nora Venturini  


mercoledì 30 maggio 2018

Bellissimo film, 'Il fulgore di Dony': recensione e commenti dalla Pagina Ufficiale del Blog di Giulio Scarpati in Facebook


"Ci sono film che ti rimangono impressi, che ti lasciano un segno indelebile, nel cuore e nella mente. Uno di questi è Il fulgore di Dony, scritto e diretto da Pupi Avati, che già mi aveva emozionato tanto con Il papà di Giovanna. Ma qui si è davvero superato. [...]  Un film delicato. Per il tema affrontato, per come viene affrontato, per l’interpretazione profonda dei suoi bravissimi attori. Un titolo che a primo impatto può sembrare incomprensibile, ma che più che mai azzecca la personalità della dolcissima protagonista di questa storia.

Come ha spiegato il regista, fulgore è sinonimo di splendore, luminosità, lucentezza, scintillio, sfavillio, brillantezza, fulgidezza; per essere capaci di fulgore occorre emanare luce propria, oppure, come nel caso di alcune pietre preziose, riflettere nelle mille sfaccettature una luce esterna.










La commovente storia de Il fulgore di Dony
Dony fa entrambe le cose: emana una straordinaria luce propria, ma è anche una pietra preziosa, che riflette la luce di Marco, a cui dedica la sua vita.

Donata, per tutti Dony, ha solo 14 anni, forse 15, è la prima della classe, vuole diventare scrittrice ed è ballerina di danza classica. Un giorno, per caso, conosce Marco, entrato nel cortile del suo condominio per recuperare un drone finito su un albero. E’ amore a prima vista per Dony, che ha paura di non incontrare più quel ragazzo bellissimo, gentile ed educato, in una Bologna così grande e affollata. Invece, durante le vacanze di Natale, avviene il “miracolo”, come lo definisce lei. I due si rincontrano in un ospedale, dove sono ricoverati sia Marco sia il fratello di Dony, entrambi caduti dagli sci.

Tornata a casa, Dony non ha più notizie del ragazzo, così si reca a casa sua, trovandosi davanti ad un Marco completamente “diverso”. L’incidente sugli sci gli ha causato un grave danno neurologico, e ora Marco è come un bambino. Dony scappa, poi torna, scappa di nuovo, finchè decide di restare, perchè vederlo felice è l’unica cosa che conta. Lui si aggrappa a lei, dipende da lei, vuole solo lei.

La vita di Dony cambia di botto: abbandona la danza, i voti a scuola peggiorano e i genitori proprio non riescono a capirla, tanto che la mandano da uno psichiatra per valutare se la sua scelta di “sacrificarsi” per Marco è consapevole. E’ qui che ha inizio e si svolge il racconto di tutta la storia, una storia d’amore rara, quasi unica considerando l’età adolescenziale, profonda, essenziale. Poi la frase che ti spiazza: “Voglio sposarlo”.

Il fulgore di Dony: la bravura dei protagonisti
Non è facile interpretare un ragazzo disabile. Saul Nanni ha superato una grande prova calandosi nei panni di Marco e riproducendo movenze ed espressioni di chi ha subito tale danno cerebrale. Non solo l’atteggiamento tipico dei bambini, l’ingenuità e la ripetitività, ma anche la difficoltosa deambulazione.

Greta Zuccheri Montanari. Che dire di lei? Assolutamente perfetta nella parte di Dony. Ha dato vita ad un personaggio che sembra esserle cucito addosso. La sua tenerezza, il suo sguardo, la sua maturità, la sua voce sottile e pacata commuovono e sorprendono. Ha talento, non c’è che dire. E non stupisce il fatto che a soli 10 anni abbia ricevuto una candidatura ai David di Donatello come Miglior attrice protagonista per il film L’uomo che verrà.

Sul set, accanto ai due giovani bolognesi (entrambi classe 1999), quattro amati attori italiani, anche loro eccellenti interpreti di ruoli altrettanto difficili: i genitori. Sì, perchè qualunque padre o madre che abbia visto Il fulgore di Dony si è domandato cosa avrebbe fatto al posto loro.

L’impeccabile Lunetta Savino è una madre protettiva e disperata, preoccupata per il futuro del figlio, che non vuole affidare ad un qualche istituto dove lo tratterebbero come un malato di mente. Anche lei, come Marco, si aggrappa a Dony, ritenendola l’unica che può aiutarlo. E’ anche una donna arrabbiata, con chi, secondo lei, è la causa di tutto: l’ex marito neurologo, Andrea Roncato, colpevole di non aver riconosciuto il problema del figlio dalla tac eseguita subito dopo l’incidente.


Ambra Angiolini e Giulio Scarpati sono invece i genitori di Dony, che fanno di tutto per farle capire la situazione drammatica in cui si sta cacciando, accusando anche la madre di Marco di aver plagiato la loro figlia. Dony è solo un’adolescente, non riescono a pensare e ad accettare che così giovane possa fare un sacrificio così grande. Sacrificio che le stravolgerà la vita. Alla madre sorgerà il dubbio che la figlia sia pazza.

Piccolo ruolo, ma rilevante, quello di Alessandro Haber, psichiatra, interlocutore di Dony durante il lungo racconto della ragazza. Si commuove per la toccante storia di questo grande e difficile amore, e verrà maltrattato dall’infuriato padre di Dony per il giudizio espresso in merito.

Il fulgore di Dony, un film che tutti dovrebbero vedere
In conclusione: grande regia di Pupi Avati, ottimi attori, bellissima trama, un film emozionante, delicato, profondo, che commuove e fa riflettere. Fa molto riflettere. Insomma, un film che consiglio a tutti.

C’è una frase che Dony ripete più volte nel suo racconto e che, seppur con qualche piccola variazione, chiude con un fermo immagine dolcissimo questa meravigliosa pellicola. Voglio terminare così le mie impressioni su Il fulgore di Dony, e condividerla con voi:

L’avevo fatto ridere, e quando rideva era ancora più bello. Ridevamo occhi negli occhi, poi si fermava a guardarmi.

Non so se mi guardava perchè lo divertivo o perchè mi trovava bellissima. "

La recensione  è tratta dal sito https://www.superguidatv.it/il-fulgore-di-dony-un-film-delicato-recensione-sulla-pellicola-drammatica-di-pupi-avati/

Vorremmo, però inserire alcuni dei  tanti commenti positivi delle persone che seguono la Pagina Blog in FB 


NON POSSIAMO CHE ESSERE D'ACCORDO SULLA BELLEZZA DI QUESTO "INEDITO AMORE" che ci fa riflettere : il senso della vita è forse , anzi certamente , nell'aprirsi agli altri .Anche affidandosi ad un amore struggente. Se questo può dare 'luce', anzi...'fulgore', appunto.




e...per chi avesse perso  la visione  è possibile rivedere il Film Tv sul sito della Rai a questo link:
https://www.raiplay.it/video/2018/05/Il-fulgore-di-Dony-5733d356-fdd4-4dc4-b80a-938eabc39c96.html