sabato 19 dicembre 2009

Rassegna "I Magnifici sette" .Giulio Scarpati legge François Vatel


Caserta e provincia, dicembre 2009 a gennaio
Protagonisti dell’arte alla ricerca del meraviglioso di Terra di Lavoro: Capua, Santa Maria Capua Vetere, Maddaloni, Sessa Aurunca, Casal Di Principe, Caiazzo, San Tammaro. Inizio spettacoli ore 21.00, tutti gli spettacoli sono gratuiti.
La rassegna diretta da Nunzio Areni conta 40 appuntamenti.

I MAGNIFICI SETTE sono proprio i Comuni partecipanti, che hanno aderito e sostenuto il progetto e messo a disposizione chiese e monumenti, teatri, palazzi storici ed, in alcuni casi, sale consiliari per ospitare gli artisti in calendario ed affermare che, come recita il sottotitolo, il meraviglioso in Terra di lavoro esiste eccome.Per tutti gli appuntamenti: http://209.85.129.132/search?q=cache:5r_ujqq3W5UJ:www.casertamusica.com/rubriche/articoli/2009-D/091211_magnifici_sette.asp+i+magnifici+sette+rassegna&cd=6&hl=it&ct=clnk&gl=it

Il 21 dicembre, Chiesa di Santa Margherita, Maddaloni (Caserta)appuntamento con Giulio Scarpati e François Vatel in "La prova del cuoco: il genio di Vatel"
Il testo ripercorre la vicenda umana di Vatel, il suo amore per la cucina, la febbrile ansia di perfezione che lo caratterizzava, la genialità con cui, partendo da pochissimi ingredienti, riusciva nelle creazioni più sublimi, come per l'appunto la crema Chantilly. Vatel parla in prima persona e, come in una sorta di monologo interiore, svela agli altri, ma soprattutto a se stesso, non tanto i segreti della sua arte, ma in che modo tale arte abbia toccato le pieghe più profonde del suo animo e nello stesso tempo lo abbia condotto ad una frenesia che lo ha poi portato alla morte. Vatel è, da un lato, l'immagine di un mondo, quello barocco, che fa della meraviglia, in tutto e dunque anche nella cucina, la sua parola d'ordine: banchetti luculliani preparati con gusto suntuoso e scenografico, mostri marini o sotterranei fatti di cacciagione o canditi, attori e musici sospesi nell'aria mentre centinaia di ospiti alimentano gotta e altri disturbi ingurgitando trionfi di cibo nati dalla fantasia e la genialità di cuochi che sono anche maestri di intrattenimenti e magiche diavolerie. Dall'altro, Vatel è anche, con la sua tragicomica fine, la metafora di un' involuzione, di un gusto che tocca l'eccesso e poi china verso la sua stessa scomparsa, la metafora insomma di un'età decadente che, per dirla con parole adatte, finisce per ingurgitare se stessa.Il valore della cucina nella Francia del XVII secolo, e in generale in tutto il periodo barocco, è paragonabile a quello di una vera e propria arte nella quale, come in tutte le arti, dominarono geni incontrastati. Da Tanara a La Verriere, da Bechamelle a Vatel. Quest'ultimo fu forse, tra tutti, la figura più drammatica, dal momento che l'arte gastronomica, alla quale aveva votato l'intera vita, divenne per lui fonte di gloria ma anche causa della sventura che lo portò alla morte. Si tolse la vita, infatti, perché il banchetto preparato in onore di Luigi XIV presso la residenza di Chatilly, dalla quale deriva il nome della celeberrima crema da lui stesso inventata, non aveva raggiunto la perfezione alla quale egli aveva mirato. Due tavole non avevano ricevuto l'arrosto e la fornitura del pesce era arrivata troppo tardi.

3 commenti:

vale ha detto...

Allora, volevo solo dire che ringrazio il signor Vatel per l'invenzione della crema Chantilly... visto che ancora oggi ce la possiamo gustare...:); in effetti, credo che vivere nel periodo barocco non dovesse essere poi tanto male.(anche se magari non sarebbe stato l'ideale per la linea!!XD)Bé oggi si vede proprio che sono di buon umore...sarà l'inizio delle vacanze!!comunque,buona fortuna Giulio per questa lettura!! sono sicura che sarà proprio una cosa carina :-)

Elena ha detto...

Prima per Vale: VALE...si dice al massimo "in bocca al lupo"...
Grande idea quella della lettura di Vatel! Lo dico per..."esperienza lavorativa": anni fa abbiamo fatto una mostra di libri di cucina dal sec. 15. al 18. e sono venute fuori cose interessantissime... La cucina italiana già in "auge", le ricette che oggi conosciamo vederle "nascere"; delle interessantissime ricette in "lingua pavana" con illustrazioni degli "strumenti del mestiere"...Insomma....la "cultura" è anche questa...Anzi forse è un modo un po' diverso e "appetitoso" - per restare in tema...- per avvicinare il pubblico allo spettacolo dal "vivo", a stretto contatto con gli artisti...e poi..il passo in più verso il teatro...
Bravo Giulio!...ma un po' di vacanza la fai????

Michela ha detto...

Ma che meraviglia!!! un connubio delle mie due grandi passioni: Giulio e la cucina! peccato non esserci!e anche da me grazie Vatel per la creazione della crema chantilly :-)