domenica 29 maggio 2016

Giulio Scarpati alla “Giornata Nazionale del Sollievo” al Policlinico Gemelli di Roma





Giulio questa mattina ha partecipato alla “Giornata Nazionale del Sollievo” al Policlinico Gemelli di Roma ed ha ricordato la sua esperienza come “figlio” di una paziente malata di Alzheimer spiegando quanto sia importante che tutto il nucleo familiare “senta” l’attenzione dei dottori, medici, infermieri e struttura sanitaria.
“Questo perché”, ha raccontato Giulio Scarpati a 'Velvet', “io so cosa vuol dire avere una persona cara malata senza possibilità di guarigione. Ti senti impotente nei suoi confronti, non vuoi accettare che prima o poi non ci sarà più e non farà più parte della tua vita. Vorresti che il tempo che le resta fosse pieno di affetto, calore umano da parte di tutti. Sono qui perché questo messaggio arrivi a quante più persone possibile”

 “C’è tutta la frustrazione del capire che sta accadendo qualcosa a tua mamma e non puoi fare niente per evitarlo. Poi arriva il dolore perché ti accorgi dei primi sintomi della malattia. Nel caso di mamma era l’Alzheimer ed è cominciato con lei che non si ricordava come si chiamavano alcuni oggetti. Alla fine, successo l’inevitabile, c’è lo strazio di vedere una persona sul letto, immobile, senza sapere né cosa stia pensando né se abbia bisogno di qualcosa, o se stia cercando di dirti qualcosa”.
Per Scarpati è fondamentale che anche le strutture sanitarie si adoperino perché il malato e sua famiglia non debbano soffrire altro oltre alla malattia. “Soprattutto medici e infermieri è importante che capiscano che il paziente e i suoi familiari sono “appesi” alle loro parole: so che chi lavora in campo sanitario deve necessariamente distaccarsi da certe cose, l’importante è che non si distacchi “troppo” perché il malato lo sente. La partecipazione emotiva è tutto quando capisci che non ti rimane molto altro a cui aggrapparti”.

1 commento:

Rita Tortora ha detto...

Che dire,Giulio riesce sempre a sorprendermi per la sua grande umanità ed umiltà!Inoltre,come già molte altre volte ho scritto su questo blog,abbiamo in comune l'esperienza dolorosa e la perdita di un genitore colpito dalla malattia più atroce che un figlio sia costretto ad affrontare,l'Alzheimer!Mi piacerebbe un giorno poter conoscere,Giulio che stimo ed apprezzo,sia come attore che come persona,pertanto gli invio un forte abbraccio,augurandosi tutto il meglio possibile!