lunedì 14 febbraio 2011

Ascoltiamolo: Giulio e il mestiere dell'attore

Perchè è importante recitare? Giulio Scarpati parla del mestiere dell’attore e dell'importanza di raccontare storie e trasmettere emozioni attraverso la recitazione.

5 commenti:

elena ha detto...

Ecco.. è proprio questo che "ho sentito" nei lontani anni dell'Università quando, "scoperto" il teatro come spettatrice, me ne innamorai follemente. Dovrei raccontare tutte le sensazioni- allegria, dolore, gioia, immedesimazione.... - che ogni cosa che vedevo mi dava. Sentire queste parole mi hanno fatto ricordare quando, seduta in una poltrona di un teatro, si spegnevano le luci e, magicamente, io non ero più "io"...Facevo parte di "quella cosa" che si stava svolgendo su quel palco. Tra le tante cose di allora, di un lontano gennaio del 1975 per esempio, ricordo "visivamente" come fosse ora, ogni momento, ogni battuta di quel "Ritorno a casa" di Pinter. Sul palco i "mostri sacri" che avevo visto tante volte in tv: Corrado Pani, Carla Gravina, Umberto Orsini, Mario Carotenuto, Ferruccio De Ceresa e un giovanissimo Massimo Dapporto. Ed era come se io fossi "lì dentro" in quell'appartamento e fossi anch'io tornata a casa... E così è stato per tanto tempo. Poi l'"ho perduto" il teatro...fino a quando non mi trovai davanti uno spiazzante principe "Idiota"... e allora capii cosa avevo perduto, cosa mi "mancava": "sentire" che ero "io", che quelle sensazioni, quei sentimenti, li provavo io all'unisono con chi le rappresentava. E la cosa si fece ancora più vivida quando mi trovai a "combattere" con me stessa per non "lanciarmi" in un tentativo di salvezza nei confronti di un disperato sans papier, che accese le luci, mi fece ritrovare senza fiato e con le lagrime agli occhi...
Da piccola-poteva essere il 1955/6..era l'epoca di un Sanremo..- me ne stavo accoccolata in un angolo al buio a cantare "Io sono il vento"...e ERO il vento in quel momento...
Ecco perchè in un'età in cui i "giochi sono fatti" e si crede di non poter far nulla di nuovo, mi sono iscritta ad un laboratorio. Sì non ero e non sono un'"attrice" ma per quei momenti in cui io potevo essere "altro da me" anche per una sola battuta, ho ritrovato dentro il mio animo, tutte quelle sensazioni che "gli altri" mi avevano fatto provare tanti anni prima.
"Il mestiere dell'attore": bello, bellissimo se fatto con la consapevolezza che chi ti sta di fronte non è "solo" uno che è seduto in una poltrona per passare un po' di tempo ma è colui che a teatro viene per cercare di "portarsi via" qualcosa che non lo abbandonerà per il resto della sua vita e che gli farà scoprire qualcosa di sè che nemmeno lui sapeva di avere.

dalila ha detto...

ho sempre pensato che il teatro sia se non il mezzo più potente che esista al mondo per esprimere le proprie opinioni o emozioni sicuramente è uno dei più potenti, perchè permette da una parte quella di chi stà su un palco o dentro una pellicola cinematografica di trasmettere in maniera diretta attraverso quello che recita non solo una storia e un personaggio ma quello che il personaggio protagonista della storia vive in...dall'altra parte chi è seduto su una poltrona a teatro o cinema che sia che riceve non solo la visione di un film o di uno spettacolo teatrale ma lo stato d'animo che vive l'attore nel momento stesso in cui recita quel personaggi...vive quella storia è come se anche lo spettatore fosse partecipe di quella storia e stesse con gli attori sul palco o nella pellicola anche lui attore tra gli attori.

un film o uno spettacolo visto in un momento particolare della propria vita può far scaturire qualcosa dentro emozioni di vario tipo che magari in altro modo non riescono ad uscire è tutto questo avviene perchè la bravura artistica e umana di chi interpreta arriva direttamente dentro l'anima di chi vede, si piange ride..riflette vedendo un film o uno spettacolo a teatro di sicuro non si esce dalla sala meno vuoti di come si è entrati semmai al contrario con molta più ricchezza dentro.

chi sceglie di fare l'attore come mestiere nella propria vita credo lo faccia con la consapevolezza che le persone che siedono sedute in poltrona finiranno se non fisicamente ma emozionalmente per salire con lui su quello stesso palco e scopriranno di essere anche loro un pò attori della loro vita, portando via con se una parte di quello spettacolo..di quell'attore e di qualcosa di se stessi che fino a quel momento non sapeva di possedere.

e questo vale anche per chi nella vita non fà questo meraviglioso mestiere,io penso che volendo tutti a qualunque età possiamo
anche solo per diletto senza pretese possiamo salire su un palco io avendo provato posso dire che fà bene allo spirito...salute e all'anima

eva/Anna ha detto...

...il finale mi piace molto, oltre tutto il discorso, ovviamente. LA FANTASIA... sì, perchè davvero poi sia l'attore che lo spettatore 'giocano' su questa 'ricchezza' .Ogni volta che ho visto una messa in scena sono stata 'trasportata' in un' altra dimensione. A parte il mio 'vizio' ( :)) ) di scrivere critiche agli spettacoli, non ho mai perso quest'occhio infantile e colorato che vede il mondo e le cose attraverso un arcobaleno di immagini e sentimenti, fantasticando, appunto.
Bravo Giulio! Come sempre :)

Anonimo ha detto...

Io vorrei semplicemente dire che vedere questo video è stata una bella lezione di teatro per me.....e vorrei dire che ogni volta Giulio mi fa capire e vedere cose che da sola non avrei capito e visto quindi lo ringrazio per tutti gli insegnamenti che inconsapevolmente mi da......GRAZIE!

francy ha detto...

scusate ma il messaggio anonimo in realtà è mio mi ero dimenticata di scrivere il mio nome