sabato 1 maggio 2010

Dura la vita di un attore di teatro....!!


Bella, bella recensione! E non solo perchè 'condividiamo' e perchè è positiva...ma perchè ci sembra molto obiettiva e 'rispondente' agli intenti di questo spettacolo che 'chiuderà' domani, 2 maggio, la sua tournée.
Nove mesi di tournée tra Pizzo Calabro e Gallarate, un Edipo a Colono per gli abbonati di Cinisello Balsamo, una valigia per armadio, e certi hotel «che il nostro nome ce l’hanno già... e non ti chiedono più il documento di identità». Era Francesco De Gregori che cantava così in una meravigliosa canzone dedicata alla vita bohémien dell’attore di teatro, che Giulio Scarpati fa sua nello spettacolo Troppo buono, scritto per lui da Marco Presta e Nora Venturini, anche regista, con Bob Messini al pianoforte.La prima romana martedì scorso, al Piccolo Eliseo – dove questo monologo di teatro-canzone resterà fino al 2 maggio – di fronte a una variegata platea di amici, colleghi, e fans di Scarpati di vecchia e nuova generazione. Come dire, un pubblico di genuflessi al teatro, che lo ricorda, per esempio, diretto da Gigi Dall’Aglio ne L’idiota di Dostoevskij, e un pubblico di convertiti – o almeno si spera – sedotti dal fascino buono di Lele Martini, il protagonista de Il medico in famiglia, cioè quella squisita invenzione per alzare lo share della prima serata domenicale di Raiuno, senza però compromettersi troppo.Un’operazione questa a cui volentieri strizzano l’occhio molti attori di teatro, non senza un nutrito bagaglio di scuse e attenuanti da sfoderare all’occasione. Qualcosa tipo «se ci sono gli attori anche la fiction va bene» oppure «faccio tv per finanziarmi il teatro». Niente in contrario, però apprezziamo lo stesso che Scarpati non si sia lasciato prendere la mano dalle giustificazioni seriose, e abbia invece optato per una sana autoironia. Un esempio? Telegatto in mano e monologo di Amleto rivisitato all’occorrenza: essere o benessere? Nove mesi di tournée di cui sopra o accettare la decima serie di Un medico in famiglia? E ancora, «lo share ci corrompe: ci trascina via da Ronconi verso i Cesaroni».E allora come ristabilire una nemesi, quando i sensi di colpa da troppo benessere si fanno sentire? Per un attore buono, ex adolescente buono, ex bambino buono, insomma per un condannato a vita a essere buono, non ci sono dubbi: un recital di poesie a Vibo Valentia, un seminario con Nekrosius, oppure la partecipazione a un non meglio identificato festival di Tirana. Tutto questo in una narrazione che annoda con pertinenza Petrarca con Benedetto sia ‘l giorno, e ‘l mese, et l’anno, Gozzano con Amo le rose che non colsi, e ancora Gaber, Jovanotti, Dostoevskij.
Alessandra Bernocco

4 commenti:

Elena ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michela ha detto...

Da parte mia posso solo dire STRAORDINARIAMENTE SEMPLICE,SEMPLICEMENTE STRAORDINARIO!
Questo spettacolo mi resterà sempre nel cuore per tutte le belle emozioni che ha saputo regalarmi!ancora un GRAZIE immenso Giulio!

dalila ha detto...

Questo Spettacolo è una miscela di emozioni che ha colpito chi lo ha visto ogni momento poteva essere parte anche della vita di qualcun'altro, si riflette si ride e si può anche piangere, Giulio ha preso per mano lo spettatore è lo ha condotto fino alla fine come fosse parte integrante della sua vita...
L'IMMENSA BRAVURA di UN ARTISTA che solca i palchi teatrali da 30 anni mettendosi sempre in gioco ogni volta è tutta davanti ai nostri occhi..GRAZIE GIULIO

Elena ha detto...

SCUSATE..MA HO SISTEMATO IL MIO COMMENTO DEL 1 MAGGIO....

Concordo pienamente! C'è "tutto" "Troppo buono" in questa recensione: lo spirito tra il "serio" e il "faceto" e tutta l'ironia che Scarpati mette in questa sorta di autoritratto. Si ride, si riflette, ci si ricorda che si può passare dai "classici" alle "fiction" senza problemi o inutili e "false" giustificazioni sprattutto se si "nasce" sulle tavole di un palcoscenico e le si calca da più di 30 anni. Quello che è importante è non avere mai la convinzione di essere "arrivati" ma saper mettersi sempre in gioco. E Scarpati è sempre stato pronto a dimostrarlo.

01 maggio, 2010 21:50