domenica 25 ottobre 2009

Giulio Scarpati legge Giovanni Bogani

Ho trovato un video molto bello.
Giulio Scarpati legge una pagina del libro "Per tutto il tempo che ci resta" di Giovanni Bogani.(Edimond).Nove racconti. Nove vite invisibili, cuori bloccati nel traffico, anime in selvaggia parata nel caos dei giorni. Lia serve birra a Berlino. Astrid scrive al tavolino di quel caffè. Amélie suona il violino nelle strade di una città di pietra. Cori ha amato tanto, troppo, tutti tranne se stessa. Ma le carezze curano ogni male. Anche la condanna di essere invisibile, la dannazione di essere seminati nel mondo senza ragione, senza saperne il motivo. Ci si incontra per caso, per caso ci si riconosce, ci si ama anche solo per un attimo. Si cerca l'oceano, o forse quella parte di sé che era finita lontano. Lavinia la cerca dove l'Atlantico si spezza contro le rocce di Francia. Si cerca la vita, dovunque si trovi.
Questa è una pagina dell'ultimo racconto, "Se fossi un vero viaggiatore" .Luca si innamora di Cori. E pensa a chi lei ha amato, prima di lui. E' un omaggio che Giulio ha fatto all'autore in amicizia, "alla prima", in un pomeriggio a Giffoni Valle Piana.


Se volete sapere di più di questo scrittore, andate qui:
http://webspacemelodies.it/2009/05/20/giovanni-bogani-per-tutto-il-tempo-che-ci-resta/#

4 commenti:

eva ha detto...

Be'.... intanto questo libro devo trovarlo!! E poi che dire? Dico che mi piace ascoltare Giulio quando legge e racconta. Ogni tanto risento l'Audiolibro di 'Ulisse e il mare color del vino' che ho qui. E se si sa interpretare con partecipazione anche poche righe, si è attori sul serio. Bravo Giulio e bravo Giovanni Bogani, una 'scoperta ' piacevole.

Anonimo ha detto...

Sono affascinata dal racconto e da come lo legge Giulio. Ho visto anche altre letture di altri attori di questo autore ma devo dire che pochi mi hanno 'preso' così. Bravo Scarpati! ma bravo bravo

Elena ha detto...

Mi è capitato di dirlo all'epoca della manifestazione "In verso veritas" dell'anno scorso: sembra la cosa più banale del mondo "leggere"...ma non è così..bisogna SAPER leggere... e saper leggere significa soprattutto "trasferire" le emozioni di ciò che si legge a coloro che ti ascoltano...Ecco, questo è quello che ho provato a Pistoia allora e quello che ho sentito ora...di più... non "vedevo" Giulio "leggere" ma Giulio che "sentiva" e mi faceva "sentire" quello che stava leggendo... E' andato tutto in un crescendo e, ad un certo punto, mi sono ritrovata nell'oscurità di quel teatro Parenti di Milano 8 anni fa quando sul palco c'era un disperato "sans papier"...avevi ragione Anna...è stato come rivivere quei 55 minuti di "ingarbugliate" sensazioni...
Una riflessione..perchè la Rai non riproprone momenti di letture come queste? Io la ricordo la tv in bianco e nero con Albertazzi che leggeva e tu stavi lì affascinata, attratta ad ascoltare... Ecco, sono convinta che la gente poi un libro in più in mano lo prenderebbe....
Grazie Giulio per averci regalato anche questa emozione...

Anonimo ha detto...

imparato molto