lunedì 27 luglio 2009

Fus: ci vuole "un medico in politica"


"'Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!' Rammenti la frase storica dei film americani tra le corsie d'ospedale? Potrebbe essere utilizzata per la politica. E per lo spettacolo, un malato grave a cui servirebbe un'intera equipe di dottori". Giulio Scarpati, noto protagonista della serie tv "Un medico in famiglia" ma anche e soprattutto attore teatrale impegnato era in piazza con i colleghi del mondo del cinema, del teatro, della danza per dire No ai tagli al Fus. "La cultura – afferma Scarpati ad Articolo21 - non è un investimento superfluo".

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1 commento:

Elena ha detto...

Quanta verità in questa intervista... Sembra che la "Cultura" - quella seria, quella con la "C" maiuscola - sia qualcosa di obsoleto, di inutile, di dimenticato...Una sorta di fardello da "scaricare" dalle menti della gente, con la convinzione che la gente non VOGLIA "divertirsi" imparando e/o pensando...Non so..forse perchè sono toccata in prima persona dal lavoro che faccio e tocco tutti i giorni la difficoltà di lavorare con pochi mezzi nel miglior modo possibile e la consapevolezza che, tra qualche anno, chissà dove andrà a finire quel patrimonio custodito nelle biblioteche che non vale meno di quello di un museo o di un'opera d'arte,quando qualche sera fa ho assistito alla cerimonia della consegna del premio Persefone a Roma e ho sentito l'appello della grande Giuliana Lojodice al sottosegretario del "nostro" ministero perchè i teatri non siano costretti a chiudere o siano abbandonati alla "buona volontà" dei privati, mi sono chiesta come si fa a non capire che la gente "cresce" anche -soprattutto- con questo. E' stato anche, in quella stessa occasione, chiesto perchè non si faccia "ritornare" il teatro in tv, come una volta - il giovedì sera se non erro... - quando ti sedevi davanti ad uno schermo in bianco e nero e vedevi i "mostri sacri" entrare nelle tue case e "ammaliarti" per 2 ore... Ero una ragazzina, ma credetemi, non mi annoiavo, non mi annoiavo proprio... Anzi, sono certa che il mio amore per il teatro sia "arrivato" da lì...dai Salvo Randone, dai Baseggio, dai Paolo Stoppa, dagli Aroldo Tieri, dai Gino Cervi,dalle Rina Morelli, dalle Giulana Lojodice, dalle Giulia Lazzarini, da... tutti, tutti quei grandi che calcavano i palcoscenici dei grandi teatri italiani e che "riportavano" le stesse emozioni in un teleschermo.
Non so cosa accadrà... forse una "pezza" verrà trovata..però è triste pensare che il nostro paese "patria di santi, POETI e navigatori" si possa trasformare in una fucina di "talpe", "veline", "grandi fratelli" o "più o meno famosi" spiati 24 ore su 24 in una isola "deserta" (???).....