lunedì 22 giugno 2009

....QUANDO I FIGLI CRESCONO....

INTERVISTA A GIULIO SCARPATI
da "Repubblica"22 GIUGNO 2009
di Silvia Fumarola

"Con loro spengo il cellulare: nessuno ti ridà gli anni perduti"
«Un presidente della Stati Uniti poteva dire: "Devo occuparmi della nazione"- ed è stato l´errore della generazione dei padri più impegnati, pensare che un regalo fosse sostitutivo del tempo e dell´affetto - invece Obama dice una cosa importante: "Siate padre imperfetti, ma fate i padri"».

Giulio Scarpati, papà ideale in tv nel Medico in famiglia nella realtà ha due figli, Edoardo, 21 anni e Lucia, di 14.
«Sento molto il ruolo di genitore», spiega l´attore «l´amore che dà un padre è insostituibile».
Scarpati, che vuol dire?
«Che l´ultimo modello di cellulare non può sostituire una passeggiata coi figli o un cinema. Stare con loro, vederli crescere, confrontarsi, è bellissimo. Nessuno ti restituisce gli anni perduti».
Da attore è spesso lontano da casa. Si considera un padre imperfetto?
«Per forza, la perfezione non esiste. Ho interrotto la tournée teatrale per assistere al parto di mia figlia: non è un merito, volevo esserci. Anche quandosono lontano ho sempre cercato di coinvolgere i miei figli, di seguirli».
Cosa l´ha colpita del messaggio di Obama?
«Le parole di Obama, nella loro semplicità, sono profonde; stare coi figli è importante e conta il modo in cui si sta insieme, la qualità del tempo. Tutte le volte penso: "Sto con loro, stacco il cellulare", perché anche il gioco non va interrotto. Se sei distratto, sei lì solo fisicamente. Il tuo centro dell´attenzione dev´essere il loro».
I padri di oggi, rispetto al passato, sono molto cambiati.
«Non c´è dubbio, ma sono cambiate anche le madri: non stanno più a casa, non ci sono più i ruoli stabiliti. Confesso, mi fa fatica, ma ho imparato a dire"no". "Che dice mamma?" è la classica domanda un po´ vigliacca... Questo è il pericolo più forte per noi padri, dobbiamo rischiare di più, avere un punto di vista che può anche essere sconfessato».
Il primo valore in cui crede e che gli ha trasmesso?
«Senza retorica: il rispetto degli altri e del lavoro degli altri. Questa èuna società violenta che impone modelli molto competitivi, domina la paura del futuro e rischiamo di trasferirla ai figli... Ma l´atteggiamento iperprotettivo è sbagliato. Oggi è tutto così legato all´apparenza al successo ai soldi, che in molti adolescenti passa l´idea che puoi guadagnarti le cose con le scorciatoie. Contro questa difficoltà combattono i padri di oggi».
Da padre affettuosamente imperfetto che si sente di dire ai padri che aspirano alla perfezione?
«Che fare il papà è difficile, siamo meno attrezzati. Consiglio di guardare i Griffin, il cartoon con una famiglia imperfetta, perché è bello ridere insieme delle imperfezioni. Dovremmo uscire dall´idea che si va sempre d´accordo.Apparentemente sembra che i problemi non ci siano, ma il conflitto esiste,arriva il periodo dell´adolescenza... Non sono bravo, dico solo: padri, parlate ai figli».

4 commenti:

eva ha detto...

Aiuto!Cade proprio a puntino, questo argomento...Com'è difficile essere genitori soprattutto quando i figli crescono. Vorremmo ancora 'accudirli' ma in effetti sono loro che, ad un certo punto, inviano segnali, più o meno palesi, su come e cosa vorrebbero essere o diventare e magari cercano aiuto. E' lì che bisogna 'esserci', comunicare e imparare-perchè no?- da loro qualcosa che non sappiamo. E' inutie...lo scarto generazionale c'è sempre, anche se i genitori sono giovani. E l'unica è un po' di polso...come si suol dire.. e tanta, tanta 'attenzione', quella vera.I papà, poi, sono 'fondamentali' nella crescita, anche se a volte pensano il contrario.

OTTIMA INTERVISTA!

Elena ha detto...

Io non sono "genitore" ma sono stata "figlia" e parlo dal punto di vista di una figlia che è stata molto ascoltata e molto seguita anche se non ero figlia unica...Eravamo tutte e tre "figlie uniche" e mia madre diceva che il mestiere più difficile è quello di genitore perchè non c'è una "scuola" che te lo insegna... Parlo anche come figlia di "altri tempi" quando spesso erano "demandate" alle madri la cura e le attenzioni e i padri erano quelli che lavoravano e, tornati a casa, avevano bisogno di tranquillità...Io non me ne sono mai accorta... non fino ad una certa età almeno...ed è stato sì, lo confesso, doloroso...Per fortuna tutto si può rimediare se ce la volontà di farlo e per me è stato così...non ho avuto molto tempo ma mi è bastato per "scoprire" che l'amore e le attenzioni di un padre sono una cosa bellissima...Ti danno un senso di sicurezza "diverso" e quando ti dicono "sai, tuo padre era molto orgoglioso di te", anche se lui non ha avuto il tempo di dirtelo personalmente o aveva il carattere "troppo chiuso" per manifestartelo, allora il fatto che tuo padre ci sia "stato" come padre per poco tempo...beh non ha nessuna importanza...C'è stato e mi ha dato quelle attenzioni che, anche se adulta, avevo bisogno ed io sono stata in grado di essere un punto sicuro per lui...
Padri: non perdete gli anni più belli dei vostri figli...un'ora in meno davanti alla tv,un pomeriggio in meno dedicato al lavoro e i vostri figli cresceranno con la certezza che la famiglia è l'unico vero punto di riferimento, l'unico porto sicuro in cui rifugiarsi sempre e comunque anche quando hanno una loro vita che sembra ormai "staccata" da essa....
Grazie infinite per quest'intervista... a me ha "smosso" qualcosa che ero convinta non sarebbe mai più "saltato fuori"...

cate ha detto...

eh già bella intervista.....non sarà facile x lele, riprendere cofindenza dei ffigli dopo tanto tempo, ma lo farà ne sono sicura...

Naty ha detto...

Molto bella questa intervista..
Sono d’accordo con quanto ha detto Giulio ed anche con i vostri commenti..
Essere genitori non è facile, soprattutto quando i figli
iniziano a crescere e ad essere più esigenti: è proprio il momento in cui devono essere più seguiti..
Io ovviamente, parlo da figlia…
La mia, purtroppo, è stata un’adoloscenza “particolare”,
mio padre era spesso assente, e nei momenti di bisogno, anche seri, l’unico punto di riferimento, erano mia madre, che comunque lavorava (con lei ho sempre avuto un buon dialogo), ed i miei nonni paterni…
Sono sincera, io e mia sorella abbiamo risentito di questa loro assenza ..In un certo
senso,ci siamo dovute “arrangiare” un pò da sole… e …. non sempre è stato facile…dovendo fare da mamma pure a lei che era la più piccola…A volte li abbiamo anche “condannati” per questo,ma adesso, da persona adulta,
mi rendo conto di quanto sia difficile per un genitore, conciliare lavoro e famiglia....
Anche loro si sono accorti di questa "mancanza" ed ora finalmente riusciamo a comunicare...Come ha detto Eva:i figli insegnano anche, giusto??
Non so se un giorno diventerò madre, con i tempi che corrono non è così semplice (questo potrebbe essere un altro argomento di discussione), ma in ogni caso, anche per me la famiglia viene prima di tutto…

In quanto a Obama…beh…a me piace molto come persona, e condivido pienamente quello che ha detto…
Diciamo che “alcuni” politici italiani e non solo, dovrebbero prendere esempio da lui…

P.S. Scusate se sono stata un “tantino” polemica… 