sabato 31 gennaio 2009

Quel cinema 'psicologico' che tanto ci manca.....

da "Chiedi la luna" di Giuseppe Piccioni (1991)
Piacevolmente in bilico tra roadmovie e commedia romantica, Chiedi la luna fa tappa tra le incertezze e le compensazioni psicologiche dei suoi personaggi (quella borsa continuamente svuotata e riempita!) e ricuce con grazia il filone minimalista del cinema italiano secondo canoni di lievi suggestioni, verso una delicata rivincita interiore sul paesaggio autunnale delle utopie.
"C'é l'intenzione di usare il viaggio per le possibilità di astrazione che offre. E' un movimento di depistaggi, incontri casuali e inattesi, deviazioni e falsi finali. La storia si sviluppa attraverso l'incontro con una serie di personaggi laterali dove ognuno aggiunge una voce sul tema dell'amore e del denaro... Credo nell'utopia, ci credo anche quando tutto quello che intorno dice il contrario. Viviamo in un periodo in cui il mondo giovanile è costretto a vedersi come in uno spot pubblicitario che lo vuole giovane a tutti i costi, e per il tempo più a lungo possibile, con il diritto e il dovere di avere il meglio durante la giovinezza. Manca l'indicazione, o comunque il racconto, di un percorso in cui si riesca ad essere autenticamente soddisfatti di sé.... E' morta l'utopia? Può essere una buona occasione, perché la caduta degli ideali, la mancanza di padri, consente finalmente un'identità più "molle", una maggiore possibilità di contraddirsi. Però... Però non si può, non si deve rinunciare, soprattutto da giovani, a chiedere la luna".

1 commento:

Elena ha detto...

E' un film che - con il "sorriso" - "insegna" moltissimo a tutti, credo...giovani e meno giovani. Viviamo in un mondo nel quale ci si è dimenticati di guardare "oltre"...Oltre la quotidianità,oltre le necessità che "paiono" impellenti,oltre il proprio io,oltre la "certezza" che,ciò che è importante, è "l'apparire" e non l'"essere"...E allora i "Marco Salviati" di turno - ce ne sono molti di più di quanto si creda...(forse perchè io stessa mi sento "un" Marco Salviati)...solo che "non si vedono"... - continuano a vivere la loro vita come hanno sempre fatto, spinti da quella "vocina" interiore che dice loro che "non bisogna", "non si deve"...finchè non arriva la "Elena" - la Buy..intendo, naturalmente... - di turno che ti dà uno scossone...Apparentemente così "senza regole", senza certezze, senza desideri..In realtà,anche lei, come Marco, non ha mai "chiesto la luna": Marco perchè "non gli è mai venuto in mente" che ci potesse essere qualcosa di diverso dalla vita piatta,grigia,"normale", dietro l'angolo;Elena perchè troppo delusa, disincantata, senza convinzioni e voglie....
Bello...bellissimo questo film..che,NATURALMENTE,non viene riproposto, nemmeno a notte fonda...Li "amo" tutti i personaggi, chi per un motivo chi per un altro..L'"autostoppista" che, paradossalmente, ritrova la voglia di vivere - forse mai perduta in realtà... - in quella quotidianità...("questa" evidentemente era la "sua" luna...); "Gianluca" e "Francesco" (grande "Bobo" Citran...padovano DOC...)ognuno la faccia di una stessa medaglia: Gianluca, senza speranze, Francesco - anche qui "paradossalmente" - che non perde mai la convinzione che ci sia quell'angolo dietro il quale, svoltatolo, tutto torna a "girare".. E Marco e Elena:diversi, diversissimi... all'apparenza...ma poi così uguali...basta solo che abbiano il coraggio di "chiedere la luna" ora che hanno "scoperto", aiutandosi, inconsapevolmente, l'uno con l'altra, che - forse - è possibile.. o almeno si può tentare....