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In attesa di nuove cose di Giulio(e di teatro si tratterà...), vi posto quest’articolo ‘storico’ tratto dall’archivio de “Il Corriere della Sera”.Anno 1993
Dal 26 venturo al Teatro della Cometa Giulio Scarpati in " Colpi Bassi " di Daniel Scott. schermo e palcoscenico. Breve biografia di Giulio Scarpati
Giulio, faccia d' angelo
Scarpati: "Una commedia dalla parte delle donne"
Dal 26 venturo al Teatro della Cometa Giulio Scarpati in " Colpi Bassi " di Daniel Scott. schermo e palcoscenico. Breve biografia di Giulio Scarpati
Giulio, faccia d' angelo
Scarpati: "Una commedia dalla parte delle donne"
di EMILIA COSTANTINI
E’ un attore di moda e questo lo preoccupa. Da un po' di tempo lo si vede protagonista dappertutto, nel cinema, in televisione, a teatro. Ma la cosa non lo rassicura. Giulio Scarpati, faccia d' angelo dello spettacolo italiano, teme che gli venga appiccicata l' etichetta del bravo ragazzo e che fra qualche anno, dopo una bella scorpacciata di notorieta' , si dimentichino di lui. Ammette: "Purtroppo qui in Italia funziona cosi' . Ci sono dei periodi in cui si diventa personaggi che vanno a ruba. Ti chiamano ovunque. Registi, produttori e impresari si prendono delle autentiche cotte per te. E questo logora la tua immagine, ti inflazioni, anche perche' praticamente ti propongono sempre lo stesso ruolo. Poi di botto vieni relegato nel dimenticatoio". Reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia, dove e' stato protagonista di un episodio di "Ottanta metri quadri" di Luca D' Ascanio, "Ciao amore", Giulio ha finito le riprese del "Giudice ragazzino", il film di Andrea Purgatori, Ugo Pirro e Andrea di Robilant sulla tragica vicenda del giudice Livatino. Confessa l' attore: "Mi sento addosso una bella responsabilita' , soprattutto dopo le polemiche che hanno accompagnato l' uscita del nuovo film di Ferrara su Falcone. Noi abbiamo fatto del tutto per raccontare la sua storia in modo onesto, anche se il nostro intento non e' stato quello di fare una cronaca della sua vita, ma di ispirarci liberamente alla figura del giovane giudice vittima della mafia. Abbiamo puntato piu' sull' aspetto privato, che su quello pubblico e per essere piu' vicino al personaggio, io sono andato nei luoghi dove ha vissuto, ho parlato a lungo con i parenti, con le persone che gli sono state vicine. Livatino era un timido, aveva un rapporto molto stretto e protettivo con i genitori. Ma la cosa che piu' mi ha colpito e' stata che era un grande amante del cinema". Passando da un set all' altro, Scarpati trova il tempo anche di fermarsi in palcoscenico. Il 26 ottobre debutta al Teatro della Cometa in "Colpi bassi" di Daniel Scott. La regia e' della moglie Nora Venturini; in scena con lui, Margaret Mazzantini, a sua volta moglie del collega Sergio Castellitto. Una produzione tra amici parenti, che da' l' immagine serena di progetti di lavoro nati in allegria, tra coetanei, magari a cena insieme. E di nevrosi generazionali tratta la commedia di Scott, giovane autore inglese. Al centro della vicenda una giovane coppia di oggi, Charlie e Bron: lui e' un ex pubblicitario con aspirazioni di sceneggiatore; lei e' invece una giornalista televisiva di successo. Colti, bene educati, buona famiglia, buone scuole, buone letture. I due protagonisti vivono in realta' , tra le mura domestiche, una situazione di sottile violenza psicologica. Dapprima con piccole incomprensioni, insofferenze, poi con una sempre maggiore aggressivita' verbale e perfino fisica. La convivenza si trasforma in una battaglia quotidiana, che inevitabilmente porta al progressivo disgregarsi del rapporto. Spiega Scarpati: "E una commedia dalla parte delle donne, perche' dimostra che loro sono migliori degli uomini, eterni bambini incapaci di maturare". Ancora teatro minimalista? Risponde il protagonista: "Direi proprio di no. Il minimalismo nasce, almeno tra i nostri autori, dalla preoccupazione di riprodurre il cinema in teatro. I testi non sono piu' teatrali, ma praticamente delle sceneggiature. Insomma, si tende a ricondurre il grande schermo al palcoscenico. E questo alla lunga stanca, anche perche' i copioni finiscono per essere poveri, con battute sciatte, prive di corpo drammatico. La commedia di Scott e' teatro vero e, anche se amo molto il cinema, e' quello che voglio fare in questo momento. Un' altra cosa". Giulio Scarpati, classe 1956, ha iniziato la sua carriera in teatro. Dal 1977 all' 83 ha realizzato una serie di spettacoli con la Cooperativa Gruppo Teatro G, interpretando tra l' altro Goldoni, Schwartz e Diderot. Tra i suoi spettacoli teatrali piu' recenti, "Prima del silenzio" di Patroni Griffi con la regia di Aldo Terlizi e "Gocce d' acqua" di Pierfrancesco Poggi. Il debutto sul grande schermo e' avvenuto nell' 84 con "Il lungo inverno", per la regia di Micheli, presentato al Festival di Berlino. Nel ' 90 e' stato protagonista di "Chiedi la luna" con Margherita Buy, diretto da Giuseppe Piccioni; nel ' 91 de "La riffa" di Francesco Laudadio. L' anno scorso ha lavorato con Ettore Scola in "Mario Maria e Mario". Ha vinto numerosi premi, sia per il teatro che per il cinema. Tra gli altri, il Biglietto d' oro a Taormina come interprete di "Orfani" e il Sacher d' oro per il film "Roma Paris Barcellona".
Costantini Emilia
Pagina 45(20 ottobre 1993) - Corriere della Sera
E’ un attore di moda e questo lo preoccupa. Da un po' di tempo lo si vede protagonista dappertutto, nel cinema, in televisione, a teatro. Ma la cosa non lo rassicura. Giulio Scarpati, faccia d' angelo dello spettacolo italiano, teme che gli venga appiccicata l' etichetta del bravo ragazzo e che fra qualche anno, dopo una bella scorpacciata di notorieta' , si dimentichino di lui. Ammette: "Purtroppo qui in Italia funziona cosi' . Ci sono dei periodi in cui si diventa personaggi che vanno a ruba. Ti chiamano ovunque. Registi, produttori e impresari si prendono delle autentiche cotte per te. E questo logora la tua immagine, ti inflazioni, anche perche' praticamente ti propongono sempre lo stesso ruolo. Poi di botto vieni relegato nel dimenticatoio". Reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia, dove e' stato protagonista di un episodio di "Ottanta metri quadri" di Luca D' Ascanio, "Ciao amore", Giulio ha finito le riprese del "Giudice ragazzino", il film di Andrea Purgatori, Ugo Pirro e Andrea di Robilant sulla tragica vicenda del giudice Livatino. Confessa l' attore: "Mi sento addosso una bella responsabilita' , soprattutto dopo le polemiche che hanno accompagnato l' uscita del nuovo film di Ferrara su Falcone. Noi abbiamo fatto del tutto per raccontare la sua storia in modo onesto, anche se il nostro intento non e' stato quello di fare una cronaca della sua vita, ma di ispirarci liberamente alla figura del giovane giudice vittima della mafia. Abbiamo puntato piu' sull' aspetto privato, che su quello pubblico e per essere piu' vicino al personaggio, io sono andato nei luoghi dove ha vissuto, ho parlato a lungo con i parenti, con le persone che gli sono state vicine. Livatino era un timido, aveva un rapporto molto stretto e protettivo con i genitori. Ma la cosa che piu' mi ha colpito e' stata che era un grande amante del cinema". Passando da un set all' altro, Scarpati trova il tempo anche di fermarsi in palcoscenico. Il 26 ottobre debutta al Teatro della Cometa in "Colpi bassi" di Daniel Scott. La regia e' della moglie Nora Venturini; in scena con lui, Margaret Mazzantini, a sua volta moglie del collega Sergio Castellitto. Una produzione tra amici parenti, che da' l' immagine serena di progetti di lavoro nati in allegria, tra coetanei, magari a cena insieme. E di nevrosi generazionali tratta la commedia di Scott, giovane autore inglese. Al centro della vicenda una giovane coppia di oggi, Charlie e Bron: lui e' un ex pubblicitario con aspirazioni di sceneggiatore; lei e' invece una giornalista televisiva di successo. Colti, bene educati, buona famiglia, buone scuole, buone letture. I due protagonisti vivono in realta' , tra le mura domestiche, una situazione di sottile violenza psicologica. Dapprima con piccole incomprensioni, insofferenze, poi con una sempre maggiore aggressivita' verbale e perfino fisica. La convivenza si trasforma in una battaglia quotidiana, che inevitabilmente porta al progressivo disgregarsi del rapporto. Spiega Scarpati: "E una commedia dalla parte delle donne, perche' dimostra che loro sono migliori degli uomini, eterni bambini incapaci di maturare". Ancora teatro minimalista? Risponde il protagonista: "Direi proprio di no. Il minimalismo nasce, almeno tra i nostri autori, dalla preoccupazione di riprodurre il cinema in teatro. I testi non sono piu' teatrali, ma praticamente delle sceneggiature. Insomma, si tende a ricondurre il grande schermo al palcoscenico. E questo alla lunga stanca, anche perche' i copioni finiscono per essere poveri, con battute sciatte, prive di corpo drammatico. La commedia di Scott e' teatro vero e, anche se amo molto il cinema, e' quello che voglio fare in questo momento. Un' altra cosa". Giulio Scarpati, classe 1956, ha iniziato la sua carriera in teatro. Dal 1977 all' 83 ha realizzato una serie di spettacoli con la Cooperativa Gruppo Teatro G, interpretando tra l' altro Goldoni, Schwartz e Diderot. Tra i suoi spettacoli teatrali piu' recenti, "Prima del silenzio" di Patroni Griffi con la regia di Aldo Terlizi e "Gocce d' acqua" di Pierfrancesco Poggi. Il debutto sul grande schermo e' avvenuto nell' 84 con "Il lungo inverno", per la regia di Micheli, presentato al Festival di Berlino. Nel ' 90 e' stato protagonista di "Chiedi la luna" con Margherita Buy, diretto da Giuseppe Piccioni; nel ' 91 de "La riffa" di Francesco Laudadio. L' anno scorso ha lavorato con Ettore Scola in "Mario Maria e Mario". Ha vinto numerosi premi, sia per il teatro che per il cinema. Tra gli altri, il Biglietto d' oro a Taormina come interprete di "Orfani" e il Sacher d' oro per il film "Roma Paris Barcellona".
Costantini Emilia
Pagina 45(20 ottobre 1993) - Corriere della Sera
1 commento:
E' del 1993 questo articolo...Ma quanto sembra attuale....!!!Perchè mai?? Perchè, quasi certamente, poco è cambiato...Ma, di sicuro, perchè sulla "coerenza" di Giulio Scarpati ci si può mettere la "mano sul fuoco"... Sbaglio...?
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