venerdì 22 giugno 2007

GIULIO,OGGI, A LA 7.

STASERA ALLE ORE 20, 30 SINTONIZZATEVI SU LA 7, TRASMISSIONE "OTTO E MEZZO"!!
Tema di questa puntata, la crisi del cinema italiano. "Cento autori" hanno consegnato al presidente Napolitano un appello: la richiesta d'investire sulla cultura e sulla cinematografia italiana. Ma subito sono stati accusati di voler solo "battere cassa" e di essere i "soliti noti" di sinistra. Intervengono: Giulio Scarpati, Mariarosa Mancuso, Tino Oldani e, in collegamento, Tinto Brass.

Se non riuscite a registrarlo o a vederlo... NON PREOCCUPATEVI!!!! Sul sito di La7, dopo qualche giorno, c'è il video in rete!!!!

http://www.la7.it/news/videorubriche/home.asp?tipo=13

QUESTA è LA LETTERA CONSEGNATA A NAPOLITANO:

Centoautori, la lettera a Napolitano
Caro signor Presidente della Repubblica,
in occasione della cerimonia di consegna dei David di Donatello, un vastissimo gruppo di cineasti Le rivolge questa lettera aperta, consapevole della grande sensibilità e attenzione da Lei più volte dimostrate in merito a tutte le questioni culturali.
Sono anni che in Italia la cultura è considerata un valore secondario da relegare in un ambito tutto esteriore e privo di reale importanza. Noi crediamo che tale stato di crisi sia anche il frutto di una strategia politica. L’eccessiva acquiescenza al mercato e la trasformazione di ogni cittadino in teleconsumatore, senza regole certe in grado di difendere il diritto degli spettatori a una fruizione ampia e diversificata, hanno fatto dell’Italia un Paese con poca chiarezza sul suo presente e con poche speranze per il futuro.
Non ci stiamo rivolgendo a Lei, signor Presidente, per questioni di bottega, né tantomeno, per dirla volgarmente coi nostri denigratori, per battere cassa.
Il cinema italiano è assistito dieci volte meno che in Francia e undici volte meno della nostra carta stampata, inclusi i cosiddetti giornali-fantasma.
Ma l’informazione disinformata che racconta sempre di un cinema che fa film ladri e brutti, è solo un altro sintomo della malattia di un Paese che ha sempre meno amore e rispetto per la propria cultura, per i propri artisti e quindi per se stesso. Crediamo che sia venuto il momento di far qualcosa per ribaltare una situazione insostenibile e per far entrare in Italia, a tutti i livelli, dalla politica all’informazione, una benefica ventata di aria nuova.
Il 7 maggio, in un’assemblea gremitissima al teatro Ambra Jovinelli, alla presenza del Ministro dei Beni Culturali, il cinema italiano, per una volta tutto unito, per bocca dei suoi autori più prestigiosi ha parlato di democrazia, di etica, di libertà di espressione, di un autentico allarme civile riguardo al mercato cinematografico e, più in generale, ad un sistema audiovisivo che soffoca la libertà creativa necessaria a tutte le libertà, anche a quella degli imprenditori di rischiare e di investire. Il 7 maggio, per la prima volta dopo molto tempo, noi del cinema abbiamo deciso, in tanti, tutti assieme, che siamo pronti a lottare e ad accendere fuochi anche nelle altre arti e nell’informazione per riaffermare l’idea che la cultura è momento fondante dell’identità del nostro Paese ed elemento strategico del suo sviluppo.
Ci rivolgiamo a Lei, signor Presidente, perché abbiamo la certezza che come noi, e più di noi, senta la necessità di dare nuovo slancio al nostro Paese e far ripartire non solo l’economia, ma anche la cultura. Perché senza cinema, senza musica, senza arte, senza il bello, si spengono le luci, non si immagina più niente, ci si allontana dal resto del mondo e si muore di tristezza.
Roma, 14 giugno 2007

1 commento:

Elena ha detto...

Speriamo che Napolitano o chi di dovere (Rutelli, il "nostro" ministro... sarebbe il più adatto in effetti)prendano in considerazione la questione...Lo stato spende miliardi di euro per il calcio (lasciando magari altri sport a languire e "alla buona volontà" di chi ci crede) e poi, cinema, il "buon" cinema e teatro, ma anche la televisione, anzi soprattutto la televisione, fanno la fine che fanno... Con la differenza che la televisione è più "visibile" (purtroppo, mi viene da dire, con quello che ci propinano reti pubbliche e private...) mentre il cinema italiano e, soprattutto, il teatro sono trattati come "cenerentole", quando va bene (un bel film italiano trasmesso in tv alle 3 e 50 della notte e i teatri praticamente vuoti!)... Se va male... beh... film che "magicamente" scompaiono ("A luci spente" ma anche "Mario, Maria e Mario" e quel piccolo capolavoro che è "Ottantametriquadri")e di cui nessuno sa niente... Ma anche le fiction di mammaRai...perchè continuare a replicare quelle recenti, e tralasciare molte, mandate in onda qualche anno fa ("Contro ogni volontà", "La Scalata" - per limitarmi a quelle di Giulio - ma anche i bei "Romanzi sceneggiati" di una volta, quelli in bianco e nero, che tanto avrebbero da insegnare sia allo spettatore che a non pochi addetti, su come si fa qualcosa di valido?
Parafrasando un vecchio detto dei nostri nonni...speriamo che .."l'estate porti consiglio"...